MOSTRE DI ARTE VENEZIA MIRA MOSTRA FRANCESCO BERNACCHI FIGURAZIONI CROMATICHE DAL 9 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018

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Treviso Eventi DAL 09 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018
MIRA (VE)
FRANCESCO BERNACCHI
FIGURAZIONI CROMATICHE
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2018 VENEZIA MIRA MOSTRA D'ARTE FRANCESCO BERNACCHI FIGURAZIONI CROMATICHE

2018 VENEZIA MIRA MOSTRA D'ARTE FRANCESCO BERNACCHI FIGURAZIONI CROMATICHE informazioni

2018 VENEZIA MIRA MOSTRA D'ARTE FRANCESCO BERNACCHI FIGURAZIONI CROMATICHE programma

DAL 09 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2018
MIRA (VE)

FRANCESCO BERNACCHI
FIGURAZIONI CROMATICHE


INFO E PRENOTAZIONI TEL 041 4266387

ideata dal critico e curatore d’arte dr Alain Chivilò


INGRESSO ALLA MOSTRA GRATUITO
INCLUSO NEL BIGLIETTO VISITA DELLA VILLA

BIGLIETTI
INTERO 6 euro
RIDOTTO 5 euro
per gruppi +20
Tesserati Coop Alleanza 3.0
GRATUITO sotto i 7 anni
 
ORARI DI APERTURA
MARTEDI - DOMENICA 10.00–18.00
LUNEDI chiuso
VENERDI 06 LUGLIO chiuso

location
VILLA VALMARANA
MIRA (VE)
VIA VALMARANA 11

2018 VENEZIA MIRA MOSTRA D'ARTE FRANCESCO BERNACCHI FIGURAZIONI CROMATICHE informazioni

alain chivilò critico e curatore d'arte
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FRANCESCO BERNACCHI
FIGURAZIONI CROMATICHE

Per la prima volta la seicentesca Villa Valmarana
nella Riviera del Brenta, Mira, presenta all’interno
delle sue stanze una personale di pittura.

Partendo dall’idea del curatore e critico d’arte
dr Alain Chivilò, la mostra Francesco Bernacchi
“Figurazioni cromatiche” evidenzia, attraverso una ventina
circa di opere selezionate, l’iter del pittore toscano.

Un iter artistico che Bernacchi evidenziò all’interno
di un spontaneo collegamento tra la mitologia classica
e una fase della storia dell’arte durante gli anni Venti
e Trenta del secolo scorso, cercando così di ottenere
uno sguardo sorpreso del vero.

Con tale approccio trovò una sensibilità magica e incantata
verso situazioni riprese dalla realtà che ci circonda.

Di conseguenza, tutto quello che è semplice e quotidiano
assume energia lungo una staticità e una tangibilità fiabesca.

La natura e le figure palpitano in mondi immobili e pieni
di oscillante magia in un gioco di presente/passato
dove la pittura supera i sensi percettivi.

Francesco Bernacchi, pur arrivando in età matura a rendere
visibile all’esterno la sua produzione artistica, trova
nelle fondamenta teoriche del Realismo Magico
quell’equilibrio intellettuale che unisce medicina e arte.

Uno spazio creativo privato atto a inglobare la razionalità
con la sua negazione, per relazioni di grandezze diverse
quali il pensiero e la fisicità o il sentimento e la logica.

Grazie al curatore Chivilò, a distanza di anni, è possibile
rivedere il percorso del maestro di Pontedera.

Bernacchi per i suoi soggetti cercò di recuperare
una tradizione figurativa classica al fine di rielaborarla
verso possibili espressioni sorte con le avanguardie.

Grazie a quest’armonia, l’accademismo, percepito in fasi
alterne lungo tutta la sua produzione, viene parzialmente
mascherato da questo nobile rimando.

Donne e uomini, paesaggi, nature silenti, ritratti sono tutti
soggetti figurativi che si delineano, pennellata
dopo pennellata, con energia lungo tutta la struttura
compositiva grazie anche a delle cromie vive e d’impatto.

Proprio dalla sua frequentazione nelle Dolomiti bellunesi,
il maestro di Pontedera ha fatto proprie quelle doti
di colorista caratterizzanti i pittori rinascimentali veneti.

Arditi accostamenti determinano una tavolozza sempre
accesa e ricca di verve. Negli scenari alpini, collinari o marini
i piani prospettici s’interfacciano attraverso nuance
sapientemente accostate, facendo in modo di coinvolgere
lo spettatore per infondere un senso di pace e tranquillità.

Altra metodologia invece hanno le figure che, tra mito
e realtà, recitano una simbolica parte scritta in un virtuale
copione appositamente redatto dall’artista per loro.

Singolarmente o in gruppo, ognuna di esse è immersa
in possibili stati dell’anima all’interno di mondi plasticamente
soavi.

Diversamente, le composizioni di gruppo dipinte tra scene
di vita e narrazione mitologica raccontano storie moderne,
bloccando momenti di un vissuto quotidiano. Cicli suddivisi
tra maschere, carnevale, mitologia, sdoppiamento
della personalità, dramma, recita, lavoro e divertimento
non sono altro che licenze artistiche utilizzate dal pittore
di Pontedera per una disamina della società.

Volti parzialmente idealizzati, assecondano in rapporti
diversi l’affermazione di Salvador Dalì che non dipingeva
“un ritratto che assomigliasse al modello, piuttosto
è il modello che arriva ad assomigliare al ritratto”.

Dunque, piccole e grandi sfide atte a carpire l’anima
nei visi dipinti.

L’arte di Francesco Bernacchi, lungi dall’essere monotona,
trova solide fondamenta nel pensiero di Albert Camus
che indicava come essa non fosse “mai realistica
anche se a volte è tentata di esserlo. Per essere davvero
realistica una descrizione dovrebbe essere infinita”.

Il catalogo “Naturalismo Magico” pensato sia per il presente
evento espositivo, sia per quello dell’anno prossimo
al Castello di Zumelle, grazie al contributo critico
di Alain Chivilò e degli eredi evidenzia maggiormente
l’opera di Francesco Bernacchi all’interno di una strutturata
pubblicazione per la prima volta redatta.

Francesco Bernacchi
Pontedera 6/11/1930 - Rosignano Marittimo 19/2/2017


Francesco Bernacchi

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